| STEFANIA GIANNINI | |||||
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Stefania
Giannini, laureata in Lettere classiche, ordinario di Glottologia e
Linguistica, è
Rettore dell'Università per Stranieri di Perugia
dal 2004. Ricopre numerosi incarichi, è membro di Commissioni e Comitati, dirige e/o coordina progetti di ricerca e iniziative scientifiche a livello nazionale e internazionale. E’ autrice di numerose pubblicazioni fra articoli e volumi su riviste specializzate nazionali ed internazionali e volumi pubblicati per editori italiani e stranieri. |
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DIARIO DI BORDO L'idea nasce dall'osservazione che i docenti della scuola sono in prevalenza donne e dalla curiosità di conoscere quanto varia la proporzione della presenza femminile quando gli incarichi diventano più prestigiosi. Nel periodo novembre-dicembre sono intercorsi contatti mail e, grazie alle nuove tecnologie, il 16 dicembre 2009 è stato possibile conoscere e parlare con il Rettore attraverso una videochiamata in rete. |
ASCOLTA LA VOCE
Vale la pena studiare? |
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INTERVISTA Cosa l’ha
spinta a fare questo lavoro? Amavo tantissimo
studiare, la mia passione era la ricerca universitaria, mi occupo di
linguistica e mi piace studiare nuovi problemi, cercare nuove idee. Un
po’ casualmente mi sono trovata ad avere compiti amministrativi, ho
ideato un corso di laurea in Scienze della Comunicazione e questo mi ha
portato da una carriera di studio a quella da Rettore. Un po’ è
passione un po’ è il caso che nella vita ci porta a fare le cose. In
questo suo percorso ha incontrato difficoltà? Si è
mai pentita della strada che ha intrapreso? Ha mai pensato di mollare
tutto? Pentita sinceramente
no, caratterialmente sono una persona proiettata nel futuro. Qualche
momento di scoraggiamento sì perché i problemi del quotidiano sono
molti. Rallentare piuttosto, associare attività sportiva a quella
intellettuale, regolare un po’ la velocità. Mollare mai. Riesce a
praticare anche dello sport? Quando ero più
giovane e avevo meno impegni sì,
correvo quasi tutti i giorni. Ora mi limito al fine settimana, con
qualunque tempo. C’è
qualcuno che l’ha aiutata? Sì, certo che
qualcuno mi ha aiutata. Nella vita le componenti fondamentali sono poche e
semplici, una è la realizzazione delle cose che si fanno, prima la
scuola, lo studio, poi il lavoro; l’altra è la vita
affettiva, le ragioni del cuore. Devo molto a mio marito, ai miei figli e
ai pochi ma carissimi amici che mi hanno sempre sostenuto. Alla
nostra età desiderava già raggiungere questa posizione? Forse, anzi, sicuramente
no. Sono una persona inquieta, ho sempre avuto un’ansia di andare avanti nella
vita quando studiavo ed anche ora, di fare bene, di fare meglio. Non che
pensassi di fare il rettore di università, tuttavia ho sempre avuto
obiettivi molto alti che ho tutt’ora. Vale la
pena studiare per la propria formazione? Sì sì è
fondamentale. Studiando acquisisci un patrimonio che nessuno ti sottrarrà
mai, hai dentro di te non solo le conoscenze che servono per superare le
verifiche scolastiche ma un insieme di strumenti che ti permettono di
capire meglio la realtà. È fondamentale. Come riesce
a conciliare famiglia e lavoro? Mio figlio Edoardo
dice che non ci riesco; ci vuole molta flessibilità e disponibilità
anche da parte di chi vive con me, di chi mi ama. I suoi
figli hanno la sua stessa passione per lo studio? I miei due figli
frequentano il liceo, studiano abbastanza ma non sono dei secchioni. Per i suoi
figli è “pesante” avere una mamma come lei? Sì, un po’ credo di
sì. Fisicamente sono una mamma assente; i miei figli sono a Lucca, la mia
città d’origine, io sono a Perugia e torno per il fine settimana. Ora
che sono grandi ritengono sia quasi una fortuna non avere una mamma sempre
presente che “stressi”, comunque penso sia abbastanza pesante anche se
li vedo sereni nell’accettare questa situazione. Da una
nostra ricerca risulta che le donne rettore in Italia sono poche,
solo 5, gli uomini sono 76, come lo
spiega? Ci dono due fattori
fondamentali, uno dipende dalle donne e l’altro dalla società. La
nostra non è una società paritetica, le aspettative anche delle famiglie
sono di profilo più basso e questo scoraggia, sono meno donne che in
tutti i campi cercano di raggiungere posizioni decisionali e di potere. La
società accetta donne brave finché non raggiungono posizioni apicali
perché questo crea fastidio. Quindi discriminazioni dall’alto e
insicurezza dal basso creano
una ricetta esplosiva. Come si
sente ad essere così importante? Mi sento una donna con
grandi responsabilità; lavorare molto per raggiungere gli obiettivi
coinvolgendo anche altre persone è gratificante anche se ci sono momenti
di fatica, caratterialmente però sono ottimista . Quali sono
i pro e i contro del suo lavoro? Di positivo c’è
che, se si è disposti ad assumersi delle responsabilità, si può
incidere sulla realtà che ci circonda. Di contro c’è che è un percorso
ad ostacoli, chi lavora
onestamente non sempre è visto da tutti con positività, come succede un
po' a tutti. Ma il bilancio è assolutamente positivo. La scelta
negli studi è stata condizionata dai suoi genitori? No, vengo da una
famiglia semplice di cui sono la prima laureata e i miei genitori mi hanno
dimostrato sempre grande fiducia. Ero anche molto brava, amavo le lingue, il
latino, ho avuto un percorso molto naturale. Com’è
l’università di Perugia? È un mondo
affascinante, incontri persone interessanti e singolari di molti paesi. Lei è
membro di molte commissioni e ha molti incarichi, come trova il tempo per
tutto? Ho alcuni incarichi
molto impegnativi come tempo e dedizione che seguo costantemente come
delegata della Conferenza dei Rettori per i progetti internazionali ed
altri che richiedono la mia presenza una, due volte l’anno come nel
programma Erasmus Mundus
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(16 dicembre 2009) |
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| Grazie professoressa | |||||
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Grazie professoressa GIANNINI |
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RIFERIMENTI http://www.unistrapg.it/italiano/ateneo/
http://www.unistrapg.it/italiano/ateneo/rettore.php
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