| MARGHERITA HACK | |||||
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Margherita Hack è nata a Firenze nel 1922, ha trascorso la maggior parte della sua vita studiando le stelle. Astrofisica di fama internazionale, divulgatrice scientifica, membro delle più prestigiose società fisiche e astronomiche, ha diretto l'Osservatorio Astronomico di Trieste fino al 1987. Prima donna in Italia direttore di un osservatorio astronomico. Autrice di numerosissimi articoli e testi specialistici e divulgativi |
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DIARIO DI BORDO Nel mese di novembre è iniziata una corrispondenza via mail con la segreteria dell'Osservatorio Astronomico di Trieste e successivamente con la professoressa Hack. L'idea è nata dalla considerazione che il 2009 è stato l'anno internazionale dell'astronomia e che la programmazione didattica prevede lo studio dell'universo. Nel mese di dicembre si è concretizzata l'intervista online a mezzo posta elettronica. |
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da "Margherita Hack incontra Galileo"
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INTERVISTA Cosa l’ha spinta a scegliere il suo lavoro? E'
stato per caso. Al liceo classico le materie che mi interessavano di più
erano la fisica e matematica. Mi sono iscritta al corso di laurea in
fisica e al momento di scegliere la tesi, io avrei voluto farla in
elettronica, ma il direttore dell'istituto me ne assegnò una di
elettrostatica, argomento ormai vecchio e cercai qualche altra
possibilità per fare una tesi sperimentale, e c'era l'astrofisica. Quali difficoltà ha incontrato? Non particolari difficoltà. Nella ricerca occorre costanza, non scoraggiarsi davanti ai problemi, avere una certa iniziativa, capire cioè quali sono i problemi più interessanti da affrontare. Si é mai pentita della strada che ha preso? No, è stato un lavoro sempre più interessante, al crescere delle mie conoscenze. C’ è stato qualcuno che le è stato particolarmente vicino con consigli e incoraggiamenti? Ho avuto un ottimo correlatore che mi ha insegnato a usare il telescopio e tutti gli altri strumenti e un ottimo direttore dell'Osservatorio astrofisico a Firenze che ci aiutava tutti ad avere borse di studio per andare a lavorare per qualche mese presso i maggiori centri europei e americani. Alla nostra età già aspirava alla sua posizione attuale? Alla vostra età pensavo a giocare, ad arrampicarmi sugli alberi, sognavo la bicicletta (che ho avuto finalmente quando sono passata in prima liceo, a 16 anni), poi ho cominciato a fare atletica -salto in alto e in lungo- e sognavo di andare alle Olimpiadi, che non ci furono perché c'era la guerra (1940-1945) C’ è qualcuno che l’ha ostacolata nelle sue scelte? No, sia i miei che i miei professori mi hanno incoraggiato, e così pure il mio compagno Vale la pena studiare per la propria “formazione”? Vale la pena, perché l'istruzione ci insegna ad essere più consapevoli delle nostre inclinazioni, delle nostre capacità, ci dà la possibilità di trovare un lavoro che ci soddisfi, e una maggiore libertà intellettuale. Cosa consiglia ai ragazzi della nostra età? Di studiare coscienziosamente; è il vostro lavoro, quello che vi permetterà di affermarvi nella vita adulta. C’ è stato qualche momento in cui ha pensato di mollare tutto? No, mai. Nella vita lo sport agonistico è stato molto importante per insegnarmi a competere sportivamente anche nel lavoro di ricerca. Le sue scelte negli studi sono state personali o condizionate dai suoi genitori? Sono
state personali. Quali soddisfazioni le dà il suo lavoro? La soddisfazione di aver capito tante cose sulla struttura dell'universo, delle stelle, della struttura della materia e di riuscire a spiegare queste cose con parole semplici alle persone che non conoscono la fisica; poi la soddisfazione di aver fatto qualche piccola scoperta, portando un nuovo tassello al grande quadro della conoscenza. (mail del 18 dicembre 2009) |
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| Grazie professoressa Hack | |||||
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RIFERIMENTI http://it.wikipedia.org/wiki/Margherita_Hack |
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