| LUCIA | |||||
|
|
Lucia, 19 anni, terminati gli esami di maturità, ha trascorso le
vacanze estive a Shisong, in Camerun, presso la missione dei frati
Cappuccini.
E' iscritta al primo anno di Legge, pensa di proseguire l'attività di volontariato e di impegnarsi per diventare giudice minorile. |
||||
|
Venuti casualmente a conoscenza dell'esperienza di Lucia, abbiamo voluto conoscerla per farci raccontare una scelta di vita particolare e inusuale in persone della sua età. Il 17 dicembre abbiamo incontrato Lucia per intervistarla ed ascoltarla. |
ASCOLTA LA VOCE Ci consigli questa esperienza?
I bimbi del Camerun e la scuola |
||||
|
INTERVISTA Salve ragazzi, sono Lucia e vi
racconto di come ho trascorso le vacanze in Africa. Chiedete pure.
È nato tutto a scuola quando la mia insegnante di religione ci ha fatto
conoscere una suora laica camerunense, Relindis, che ci ha raccontato del
suo lavoro. Con un gruppo di amici abbiamo deciso di offrire il nostro
aiuto. Intrattenere e giocare con i bambini.
I più grandicelli giocano con i fratellini piccoli legati alla schiena
perché i genitori sono nei campi tutto il giorno. Abbiamo anche dipinto
le pareti dell’asilo e lavorato nell’ospedale finanziato da onlus
italiane per la cura delle malattie cardiache. Come vivono
quelle persone? Nel posto dove sono stata io c’è il
problema della malnutrizione dovuta al fatto che le persone mangiano poco
e sempre le stesse cose a causa della povertà. In quella zona i bimbi imparano
l’inglese e il francese oltre al loro dialetto, il lamso,
fin dall’asilo; e con i gesti. Abbiamo intenzione di farla tutte le
estati. Come hanno
preso i tuoi genitori la tua decisione? In generale sono stati contenti e
orgogliosi, un’esperienza del genere ha però dei rischi e crea
preoccupazioni. Ho dovuto fare la profilassi per la malaria e vaccinazioni
contro l’epatite, il tifo, il colera. Possono manifestarsi crisi
allergiche perché ci sono piante molto diverse rispetto alle nostre. Hai visto
animali? Sono stata in una zona civilizzata,
non c’erano leoni, ho visto solo le scimmie che vengono mangiate.
Mangiano le cavallette, le termiti che ci hanno anche offerto. Rifiutare
è difficile, è mancanza di sensibilità più che mancanza di educazione
perché sono consapevoli di avere molto poco da offrire. Prevalentemente frutta che è
buonissima, verdura e pane di mais. Una specie di polenta senza sale con
erbe amare. Si mangia quello che si ha davanti e si impara ad adattarsi. A
livello umano si ha così tanto da dimenticare i disagi fisici e pratici. Nei villaggi in pratica sì. Un altro
lavoro è il tassista perché
non ci sono mezzi di trasporto; il taxi si paga a persona quindi il
conducente, per guadagnare di più fa salire le persone anche nel
bagagliaio. Una volta abbiamo preso il taxi per andare al mercato, le
strade sono in maggioranza sterrate quindi immaginate come può essere il
viaggio. In linea di massima no. Ci si ingegna.
È quasi automatico che i bambini proseguano il lavoro dei genitori nei
campi. È raro che possano studiare per avere un lavoro come lo intendiamo
noi. Le donne hanno il ruolo di fare i
figli, occuparsi della casa e aiutare l’uomo nei campi.
Avere più figli significa avere più aiuto nei campi. Questa
mentalità rende difficile il controllo delle nascite e la prevenzione
dell’aids. Le donne
hanno gli stessi diritti dell’uomo? La cultura di base loro è
maschilista. Ha aiutato molto l’avvicinamento al cristianesimo, i frati
fin dai primi del ‘900 predicano l’uguaglianza ma sono vive anche le
loro tradizioni. I frati ci hanno portato a visitare la “casa degli
uomini” ma io non sono potuta entrare. Assolutamente sì perché
l’insegnamento di vita è
grandissimo, ci aiuta a capire l’importanza di quello che abbiamo; se
l’avessi fatta prima di terminare la scuola sarebbe stato meglio perché
avrei preso la scuola come un piacere e non come un’angoscia. Sì, sto studiando Legge,
l’esperienza avuta con i bambini in particolare e un interesse in quel
campo in generale, mi fa presupporre si scegliere l’indirizzo per
diventare magistrato minorile e lavorare nel campo delle adozioni
internazionali. No, in Africa i bambini senza genitori
vanno quasi automaticamente a vivere con i parenti, non ci sono le
complicazioni burocratiche che abbiamo qui. La suora laica che ho
conosciuto ha cresciuto i nipoti rimasti senza genitori.
|
|||||
|
|
|||||
| Grazie | |||||
|
GRAZIE LUCIA |
|||||
|
RIFERIMENTI http://it.wikipedia.org/wiki/Camerun
|
|||||